QUELLI CHE IL COSTO DEL DEBITO E’ DIMINUITO

Scritto il alle 16:08 da Paolo Cardenà

Già tempo addietro avevo scritto un post evidenziando che non sempre ciò che appare scontato, alla fine dei conti, in effetti lo è.

Come ad esempio il costo del debito pubblico, che secondo alcuni professoroni sarebbe diminuito. Per aggiunta, proprio grazie ai tre dell’Ave Maria (Monti, Letta, Renzi), che invece sembrano essersi guadagnati il ruolo dei tre dell’apocalisse, vista la distruzione che sono stati capace di produrre.

Ma veniamo al dunque.

Partiamo da alcuni semplici dati, come ad esempio la spesa per interessi sul debito sostenuta dallo stato italiano.

A fine 2011, cioè quando lo spread tra il BTP e Bund tedesco viaggiava oltre 500 punti, era il 5% del PIL. Il Prodotto Interno Lordo valeva 1580 miliardi di euro. Da ciò se ne deduce che la spesa per interessi, in quell’anno, è stata 79 miliardi di euro (1580*5/100). Sapendo che il debito pubblico, a fine 2011, ammontava ad euro 1907 miliardi di euro, si può ricavare che il tasso medio nominale pagato dallo stato sul debito pubblico è stato di circa 4.14%. Ma questo è un tasso al lordo dell’inflazione. Ai fini del nostro ragionamento, ciò che interessa è il tasso reale, ciò al netto dell’inflazione, poiché misura in termini reali quanto lo stato effettivamente paga.

In quell’anno (sempre 2011) il tasso di inflazione annuo (cioè dicembre 2011 su dicembre 2010) è stato di circa il 3,30%. Quindi, in maniera non troppo affinata, possiamo dedurre che tasso reale è stato dello 0.84% (tasso nominale 4.14 – inflazione 3.30= 0.84%). E questo è il costo reale sostenuto dallo stato italiano espresso percentualmente.

Veniamo ai giorni nostri.

Secondo le stime contenute nel DEF, l’italia, nel 2014, dovrebbe spendere per gli interessi sul debito il 5.2% sul PIL, con il Prodotto Interno Lordo stimato a 1587 miliardi di euro.

Immagine1222

Il 5.2% di spesa per interessi sul PIL, è un dato del tutto farlocco, per il semplice motivo che le stime di crescita del PIL sono del tutto inverosimili e irrealizzabili (lo abbiamo spiegato QUI, ma anche altrove). Quindi, la spesa per interessi, con il PIL che sarà destinato a rimanere ben al disotto delle stime governative, verosimilmente, inciderà in maniera superiore rispetto al 5.2% previsto. Anche il dato sul debito pubblico, stimato a fine 2014 a euro 2141 miliardi, è del tutto saltato in aria, visto che già a maggio era di 2166 miliardi di euro.

Ma lasciamo stare queste sottigliezze e prendiamo  comunque per buoni  questi dati  che, ripeto, sono del tutto infondati.

Con il PIL a 1587 miliardi di euro (potete ridere) e una spesa per interessi del 5.2%, significa che per il 2014 l’Italia spenderebbe 82 miliardi di euro per interessi. Che su un debito pubblico di 2141 miliardi (potete nuovamente ridere) equivale ad un tasso nominale sul debito del 3.83, in calo rispetto al 4.14 medio pagato nel 2011.

Si da il caso, però, che l’inflazione, oggi,  anziché essere del 3.3% come nel 2011, sia di appena lo 0.3%. Per cui il tasso reale pagato dallo Stato italiano sul proprio debito è del 3.53% (3.83-0.3), contro lo 0.84% del 2011. Tenendo conto che il calcolo che abbiamo fatto si fonda su dati farlocchi perché farlocche sono le previsioni di crescita, possiamo concludere che il tasso reale pagato sul debito, non solo è aumentato notevolmente rispetto al 2011, ma è addirittura più alto rispetto a quello che abbiamo bonariamente stimato.

Spiegatelo a Renzi e ai professoroni.

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +2 (from 2 votes)
Nessun commento Commenta

Segui su Facebook
Paolo Cardenà | Crea il tuo badge

Segui su Twitter
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tecnica espres
Il Ftse Mib parte poco mosso ma per evitare di scivolare come ieri nella seconda parte della sedut
Una buona notizia e una cattiva tanto per incominciare, poi un'altra che possiamo catalogare sia
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Orari: dalle 9:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 16:30. Dopo le 16:30 fino a quando c
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tecnica espres
Apertura poco mossa per il Ftse Mib intorno a 23.170 punti, a ridosso della resistenza a 23.200. Il
La circolare dell’Inps n. 52 del 4.4. 2018 ,ha il merito di riportarci nell’amara situazione sug
Aveva proprio ragione il nostro buon Aristotele, apatia e tolleranza sono le ultime virtù di un
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 )