E’ IN ARRIVO LA POVERTA’. PRESTO QUELLA VERA

Scritto il alle 11:09 da Paolo Cardenà

di Paolo Cardenà-
A quanto pare, sembra che dovremmo abituarci alle ossessioni  di Monti che vede crescita ovunque: perfino in fondo al tunnel. Ormai la vede anche nei sogni: dice che sta per arrivare, ma stenta a farsi prendere. Dice che si sta per agguantarla, ma in realtà è ben lungi dal farsi cavalcare. Arriva perfino a dire che è dentro di noi, ma in realtà stenta proprio a venire. A sentirlo parlare, non sembra così diverso dal suo predecessore, quanto a farneticazioni. Peccato che l’Italia sembra andare in tutt’altra direzione, rispetto a quella indicata da Monti, e a confermarlo ci ha pensato proprio ieri un comunicato Censis-Confcommercio


(ASCA) – Roma, 25 ott – Quasi una famiglia su cinque non riesce a far fronte alle spese con il proprio reddito mentre due su tre va in pareggio ma non riesce a mettere da parte nulla. E’ quanto emerge dall’Outlook dei Consumi elaborato dal Censis e da Confcommercio. Secondo il rapporto, che guarda alle prospettive della seconda meta’ del 2012, ”si deteriora la capacita’ di risparmio ed aumenta il numero delle famiglie insolventi, che restano una stretta minoranza nel panorama complessivo, ma che sono il segnale di un quadro che da troppo tempo non migliora”. Il 65% delle famiglie va sostanzialmente in pari tra entrate ed uscite, il che significa pero’ che non riesce a mettere da parte nulla, mentre appena il 17% degli intervistati ha dichiarato di essere riuscito a risparmiare parte del reddito dopo aver coperto tutte le spese. Ma c’e’ un 18% che non e’ riuscito a coprire per intero, nell’ultimo semestre, le spese con il proprio reddito. Si tratta di circa 4,5 milioni di famiglie la cui maggioranza ricorre ai risparmi in banca (56%), mentre il 21% si indebita o posticipa i pagamenti. Si tratta, secondo lo studio, soprattutto delle famiglie del Mezzogiorno, di monogenitori e di coppie con un figlio ”che piu’ frequentemente mostrano gravi segnali di difficolta’ economiche, non essendo riuscite negli ultimi sei mesi a coprire per intero tutte le spese e che hanno dato fondo ai risparmi o che si sono indebitate”. Anche tra le famiglie con mutuo immobiliare (circa il 15% del campione) aumentano le situazioni in cui la restituzione della rata diventa piu’ difficile: a settembre 2012, infatti, aumenta sia la quota di chi ha dichiarato notevoli difficolta’ nella restituzione della rata (14,7% rispetto all’8,3% di giugno 2011), sia la quota di chi non e’ riuscito a rispettare le scadenze (4,7% contro il 2,2%). 


Lo spaccato che ci offre il Censis ha  un solo significato: una buona parte della popolazione italiana sta cadendo verso la povertà e il declino sembra essere inarrestabile in un quadro che tende al peggioramento.
In un contesto dove si registra una forte contrazione della domanda interna per effetto della diminuzione della capacità di spesa e che, verosimilmente, nei prossimi mesi, vedrà un ulteriore peggioramento del mercato del lavoro con tassi di disoccupazione che tenderanno a posizionarsi verso livelli più alti, è del tutto inverosimile e fuorviante poter parlare di ripresa economica. La stretta fiscale in atto, circoscritta in un periodo temporale troppo ristretto e che sembra non conoscere limiti, sta letteralmente uccidendo l’economia e il tessuto sociale del Paese, condannando alla povertà un numero preoccupante di famiglie. In questo senso, la legge di stabilità pensata dal Governo, qualora  dovesse essere licenziata immutata dal parlamento, produrrà una vera e propria catastrofe sociale condannando milioni di persone  all’indigenza e alla fame. Quella vera, intendo. Altro che benefici per il 99% dei  contribuenti, come affermato dal ministro Grilli. 
La realtà è che non sappiamo quando usciremo dalla crisi, o meglio, quando potrà arrestarsi la caduta del Pil e magari attendersi qualche frazionale miglioramento delle condizioni economiche. Ma sappiamo con certezza che ne usciremo tutti drammaticamente più poveri. Non fatevi illusioni.

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4 commenti Commenta
Anonymous
Scritto il 26 ottobre 2012 at 12:06

Io direi che sono 2 su 5 le famiglie che non riescono con il proprio reddito a far fronte alle spese… in queste ci metterei i possessori di partita IVA che ormai se non hanno chiuso lo stanno per fare… le piccole attività a conduzione familiare o con 1 o 2 dipendenti ormai stanno annaspando in un mare di debiti che si cumulano giorno per giorno… e il rigor monti(mortis) pensa ancora, come cosa primaria da fare, aiutare le banche e far morire le piccole imprese a cui le banche ormai richiedono solo di rientrare con il fido, che pesa con tassi del 12 e 13%…. l’Italia diventerà un paese del terzo mondo sempre più indigente! Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realtà e decidere cosa vogliamo fare se sottostare ad un governo guidato da burocrati che hanno a cuore solo il mercato delle grosse multinazionali e le banche o cambiare drasticamente per ricostruire una Italia che guarda ai problemi della gente e delle aziende e alla loro crescita economica.

Anonymous
Scritto il 26 ottobre 2012 at 14:15

con la scusa del debito stanno svendendo l italia ai loro padroni

Anonymous
Scritto il 26 ottobre 2012 at 14:19

Resta solo una cosa da fare. Prelevare i pochi spiccioli dalle banche… spendere solo per il minimo necessario per vivere e fare andare in default lo stato. Azzerare la politica e ripartire da zero.

Anonymous
Scritto il 5 novembre 2012 at 21:14

IL FUTURO?
Ho lavorato per 18 anni alla stazione di ( S .M .N) di Firenze ciò che descrivo nel post è verità il tutto rispecchia la nostra società e ciò che saremo.

Anime sospese
le ho viste aggirarsi in tutte le stazioni
in cerca della loro identità perduta
vita vissuta ai margini della dignità imposta da una società malata
Priva di amore verso i più umili che stanchi di lottare si sono arresi
assistendo impassibili alla vita che non gli appartiene più
Vita ricercata nella folla frettolosa schiava del tempo che passa veloce
come fossero automi taluni offrono una moneta
tenendo in vita queste anime sospese condannate a fare da specchio a tutta l’umanità. VITTORIO

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