PROSSIMI AL COLLASSO TOTALE

Scritto il alle 10:19 da Paolo Cardenà
di Paolo Cardenà –

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore – che ha rilanciato l’indiscrezione apparsa sulle colonne dello Spiegel – il FMI (Fondo Monetario Internazionale) vorrebbe bloccare il pacchetto di aiuti alla Grecia poiché, secondo uno studio della Troika (Fmi, Ue e Bce) e stando a quanto rilanciato da Il Sole:


«appare chiaro che il governo greco non riuscirà a ridurre entro il 2020 il debito pubblico al 120% del Pil».Nel caso in cui ad Atene venisse concesso più tempo, ciò causerebbe secondo la troika un esborso maggiore degli aiuti compreso tra 10 e 50 miliardi di euro, che molti Paesi dell’Eurozona non sono disposti ad accollarsi. In aggiunta a ciò, Olanda e Finlandia avrebbero posto come condizione della loro partecipazione agli aiuti alla Grecia che anche l’Fmi se ne assuma una parte. Lo Spiegel scrive inoltre che, secondo l’opinione dei Paesi dell’Eurozona, un’uscita della Grecia dall’euro sarebbe controllabile.

Se ciò dovesse essere confermato, determinerebbe un ulteriore default della  Grecia  (probabilmente in settembre) e spalancherebbe le porte all’uscita della Grecia dalla moneta unica, con conseguenze pericolosissime per la sopravvivenza della stessa unione monetaria e per i paesi dell’area mediterranea già alle prese con il rischio, sempre maggiore, di perdere l’accesso ai mercati e non riuscire a finanziare il debito in scadenza.
Come ho avuto modo di scrivere in un precedente articolo, l’euro, almeno fino  a questo momento, ha potuto godere  anche della credibilità derivante dell’irreversibilità del processo di unificazione monetaria. Tanto è vero che nei trattati non sono previsti dei protocolli che disciplinano  l’eventuale uscita di un paese membro;  tanto meno l’espulsione.

L’eventuale uscita dello stato ellenico costituirebbe un precedente devastante per la sopravvivenza della moneta unica. I mercati percepirebbero    immediatamente    la caduta del baluardo dell’irreversibilità del processo di unificazione monetaria e di conseguenza sarebbero meno disposti a concedere credito ai paesi più vulnerabili. Eventualmente, nel farlo, esigeranno un maggior premio di rischio   che vanificherà le politiche di riequilibrio di bilancio adottate, compromettendo così la tenuta dei conti dei singoli paesi.

Se la Grecia dovesse ritornare alla dracma, lo farà ovviamente ripudiando il debito pubblico,  con conseguenti  perdite in seno alle banche e alle istituzioni europee che hanno in portafoglio titoli di stato ellenici e indebolendo ulteriormente  le già fragili fondamenta delle banche europee. Queste,  a quel punto, dovranno essere sostenute e ricapitalizzate attraverso interventi statali che, allo stato attuale, sembrano quanto mai inimmaginabili visto  il deteriorarsi delle condizioni di sostenibilità delle finanze pubbliche negli stati più vulnerabili. L’uscita della Grecia dalla moneta unica accelererà la fuga di capitali nei paesi mediterranei. Questa tendenza  potrebbe investire in maniera impetuosa anche l’Italia, prosciugando il sistema bancario.

Nel frattempo, con i rendimenti dei titoli di stato spagnoli e  italiani in forte rialzo e ai limiti della sostenibilità, e con una recessione che sta assumendo sempre più i connotati di una grande depressione, tanto in Spagna che in Italia, molte autonomie locali sarebbero prossime al default  con una sempre più probabile escalation di fallimenti a catena che non potrebbero essere evitati, stando la carenza di liquidità nelle casse degli Stati coinvolti.
La situazione appare sempre più complessa e altrettanto vicina ad un punto di svolta catastrofico, che potrebbe essere evitato (o per meglio dire rimandato) solo con un intervento massiccio della BCE. Ma probabilmente servirebbe solamente a comprare un pò di tempo.


                     Il più condiviso su Liquida e tra i Best of

                               
                                   Il più letto su Paperblog


VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
6 commenti Commenta
Anonymous
Scritto il 23 luglio 2012 at 22:09

Mercati, investitori e’ ora di chiamarli col loro nome : USURAI , sono infatti usurai quelli che prendono il 6×100 di interesse sul debito degli stati, mettiamo fuori legge l’usura. Monti fa gli interessi degli usurai, contro gli interessi del popolo e bersani gli tiene bordone.
Monti ruba i soldi al popolo x darli agli usurai
Giuseppe marziale

    Anonymous
    Scritto il 25 luglio 2012 at 12:10

    SE si affrontano le cose con questa rabbia e chiusura mentale non si va da nessuna parte.
    I debiti di qualcuno sono anche i crediti di qualcun altro. Dunque i nostri fondi pensione, i nostri risparmi prestati allo stato.
    Certo che Monti ha una visione un po’ teorica-bancaria, ma non dimentichiamo che è lì perché Berlusconi ha raccontato un sacco di stupidaggini ( tio autonomia leghista senza tasse locali – ICI) . Chi si ricorda che voleva fare campagna elettorale abolendo la tassa sull’auto ? . Un buffone.
    Ora mettiamoci d’accordo e cerchiamo di risolvere. MAgari allungando la vita dei prestiti e azzerando gli interessi. SEmpre meglio che perdere tutto. Bye

Anonymous
Scritto il 24 luglio 2012 at 12:38

La soluzione è quella di far diventare gli stati delle banche in modo che non debbano rendere conto di come investono i loro soldi e che li possano far rendere per il bene dei loro titolari ovvero i cittadini, o ci sarebbe qualcosa che non torna?

Fabio
Scritto il 25 luglio 2012 at 14:55

L’articolo di Paolo e’ abbastanza catastrofico e pessimista: quello che non mi quadra nel ragionamento, e’ che se cade la Grecia ed in cascayta altri stati e quindi l’euro, le conseguenze negative per Germania & altri paesi nordici sarebbero ben piu’ pesanti rispetto ad una politica diversa e piu’ attiva di salvataggio vero dei paesi mediterranei e quindi dell’euro. Quindi Paolo?

Scritto il 25 luglio 2012 at 15:05

Giusta la tua osservazione Fabio. Ma in realtà, quello che ho scritto è ciò che sta accadendo…..Nel contesto catastrofico descritto, si rileva solo l’inerzia della politica europea incapace, per ben 5 anni, di arrivare a soluzioni credibili di una crisi che sembra sfuggita di mano. Il tempo sembra essere scaduto e a poco giovano i proclami o le dichiarazioni di intento. O si supera il nodo politico di una BCE più attiva a difesa dell’euro o sarà catastrofe. Grazie per il contributo

    Fabio
    Scritto il 25 luglio 2012 at 16:49

    Eh si hai ragione sulla soluzione; personalmente credo che questa situazione venga “governata” ad arte da poteri forti che dalla litigiosita’ dei politici europei ne stanno traendo il massimo vantaggio, ma anche che non hanno l’obiettivo di far fallire alcuni stati europei o l’euro stesso: sarebbe anche il loro fallimento e ci smenerebbero un sacco di soldi. Non sono un politico o un economista, ma credo che per “attivare” una BCE piu’ proattiva servano prese di posizioni forti dagli stati, in particolare dall’Italia…Non penso (almeno lo auspico) assisteremo al fallimento del progetto…Ciao!!!!

Segui su Facebook
Paolo Cardenà | Crea il tuo badge

Segui su Twitter
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Ftse Mib: indice punta al test dei minimi Ytd a 21.122 punti. Un livello di supporto molto important
Il faro dell’attenzione è sempre più spostato sul versante delle pensioni, forse perché col red
Dopo una piccola pausa, riprendiamo con due avvenimenti che penso risulteranno determinanti per
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Ftse Mib: tenta in apertura il rimbalzo l'indice italiano anche se per il momento l'orientamento è
Mercati nuovamente in affanno complice l’escalation delle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti
Analisi Tecnica Ancora un nulla di fatto con il mercato che si tiene nel trading range [21105 –
Stoxx Giornaliero Buonasera a tutti, due settimane fa scrivevo: - sembra che i ragazzi