RIPORTATE IN ITALIA I SOLDI DEGLI ITALIANI

Scritto il alle 17:14 da Paolo Cardenà

   Che dire del patriottismo   della Lega Nord che, governandoci per buona parte  di questo ventennio  e rendendosi causa (almeno in parte)  del disastro che sta attraversando l’Italia,  investe i soldi  degli italiani all’estero nonostante il Paese abbia un disperato bisogno di risorse?

Stando a  quanto rilanciato da gran parte delle testate giornalistiche e dal Corriere della Sera che racconta la vicenda con l’articolo dal titolo “I fondi pubblici della Lega finiscono in Tanzania”, nel corso del mese di dicembre il tesoriere della Lega Nord Belsito, avrebbe posto in essere una serie di operazioni di investimento in paesi quali Tanzania,Cipro, Norvegia, per un importo di circa 10 milioni di euro.
Tanto per vostra opportuna memoria e conoscenza, giova segnalare che i soldi che la Lega gestisce come se fosse un Hedge Fund e che, intimorita, cerca di far sfuggire alle tempeste dei mercati, sono soldi degli italiani.
Ciò, in base alla legge sui rimborsi elettorali ai partiti che costa alle casse dell’ Erario (cioè ai contribuente) circa 500 milioni di euro ogni tornata elettorale, nonostante sia stata abrogata, per iniziativa referendaria, la legge sul finanziamento pubblico ai partiti.


Lo scarso patriottismo della Lega Nord è aggravato anche dal fatto che è comunque stata  forza di governo per buona parte di questo ventennio, rendendosi responsabile, al pari dei partiti della coalizione, delll’attuale crisi che sta investendo l’Italia e dalla quale cerca di sfuggire, depositando e investendo all’estero il denaro “estorto” agli italiani.


Il difetto di decoro della Lega è ulteriormente aggravato se si considera che i soldi esportati all’estero, potrebbero comunque essere utilizzati per la sottoscrizione dei titoli di stato italiani, contribuendo così alle ragioni di una Nazione che loro stessi hanno dissanguato. 
Senza considerare poi le manovre varate nel corso dell’2011  proprio quando loro erano seduti sui banchi del governo: tutte animate dalla volontà di dover puntellare i conti pubblici al fine di determianre una diminuzione dello spread e attrarre gli investitori alla sottoscrizione dei nostri titoli pubblici. Gli stessi titoli dai quali ora loro fuggono con i nostri soldi.
Se gli italiani non si accorgono di questo scempio direi che ce lo meritiamo tutto il default.

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